COLLEGHI.
origine del termine in uso nel lavoro e perchè il suo utilizzo, non lo so. A me più che "collegarmi" per creare un flusso di lavoro basato sullo scambio e sulla possibilità di crescita, mi pare di dovermi difendere da formali e ipocrite scenette di scarica barile.
Siamo al paradosso secondo il quale questi lavoratori, di cui faccio parte, sono sfruttati e ripetutamente angherizzati nel posto di lavoro sempre e comunque. Ne sento di continuo, commenti acidi su tutto e fatica e problemi per ogni cosa da fare.
Credo di essere obiettiva e comunque sono un tipo che si arrabbia molto, se nel darmi da fare per portare risultati all'azienda e ai colleghi, mi sento poco riconosciuta e non considerata. Ma mi turbano le false facciate di tanti lavoratori che sinceramente stanno tutto il giorno a cercar di fare il meno possibile, di farlo fare a qualcun altro, magari, e aspettare solo il momento giusto per prendersi il riconoscimento del risultato.
Non vedo grande impegno nel lavoratore medio (che poi quale sarà mai la media mi chiedo...) uno schiacciamento verso il basso. Gli interessi sono sempre rivolti ad altro.
Il LAVORO, come io lo intendo, come risorsa, come compagno di una vita di soddisfazione è troppo faticoso e richiede sforzo e responsabilità, due elementi che in Italia sono sempre orfani. Ma non potrei mai lavorare diversamente pur in armonia con la mia vita privata, senza impegno, risultati e soddisfazione. Come potrei mai stare 8-9 ore al lavoro cercando continuamente scappatoie?
Peccato! Ci sarebbero tanti esempi da seguire e tante possibilità per tutti. Un idea di lavoro etico che mi frulla in testa e che grandi prima di me hanno sperimentato. Forse l'humus era diverso, forse le persone più idealiste o bisognose creavano un vero profitto e un buon lavoro che aveva effetti e risultati diversi. Una dignità di se stessi e uno scambio continuo con clienti e fornitori; attenzione e rispetto profondi e riconosciuti dalla maggior parte delle persone per le persone che avevano di fronte. Tutti, anche se di livelli sociali diversi rispettosamente interagivano....forse sono solo sogni, ma la percezione che ho adesso di tutta questa gentaglia che si definisce collega, mi da la nausea.
Che fatica. A soccorrermi le vacanze.
Uomo:
"Adriano Olivetti pensava e agiva in un modo completamente diverso. Non donava denaro a una fondazione perché facesse “del bene”, era lui stesso che si impegnava direttamente nelle iniziative che riteneva utili alla comunità. Così ha fondato e diretto una casa editrice, si è occupato in prima persona dei servizi sociali, dei programmi per costruire alloggi per i dipendenti. Era per certi aspetti un uomo del Rinascimento, un uomo per il quale l'attività imprenditoriale, la cultura e la politica erano una cosa sola."
Libro consigliato:
Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea
Demetrio Duccio
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