venerdì, aprile 06, 2007

Venerdì santo, perdute le tradizioni ricordo solo dopo aver mangiato una fetta di carne che forse ,OGGI, non avrei dovuto. Peccato perdere i simboli e i passaggi del tempo. Oramai vivo sospesa nel vuoto antropologico. Non c'è più nessun rito, a fermare l'andamento degli eventi quotidiani che fluiscono. Una volta, di questi tempi, saremmo partiti tutta la famiglia per partecipare alla via crucis, da spettatori basiti. Al passaggio dei piedi nel freddo terreno di Assisi, sui ciottoli sconnessi, le fiaccole che illuminavano le croci trascinate sulle spalle. Il legno sulla carne, due stracci a coprire i figuranti. Noi imbacuccate nella notte guardavamo la scena impaurite quasi, solleticate dagli odori, dai suoni e dalle luci fioche delle lanterne e delle fiaccole. Odore di cera e fumo, suggestioni che ci seguivano a casa e nei sogni che la notte non erano mai tranquilli. Ma la fantasia si arricchiva, cresceva e proliferava in storie e magie e oggi purtroppo non ci sono più.
La fetta di carne era buona, ma le suggestioni della bambina che sono stata mi mancano.

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